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le case ritrovate
Le cooperative sociali del Consorzio Solidarietà Sociale ed in particolare quelle aderenti al coordinamento di area socio-assistenziale hanno da tempo cominciato a monitorare e a maturare con e nei propri servizi residenziali, i nuovi bisogni emergenti e a ragionare insieme alle famiglie rispetto a nuove consapevolezze per quanto riguarda la promozione e la realizzazione di percorsi di autonomia nell’adultità per persone con deficit.
In particolare tutte le nuove sollecitazioni emerse dall’ ”incontro” con la figura dell’ amministratore di sostegno e il trust, le famiglie sempre più abituate a muoversi e conoscere il sistema dei servizi, la scarsità di opportunità alla progettazione di vita indipendente e la saturazione dei posti in situazione di residenzialità, necessariamente pongono al sistema dei servizi stesso un ripensamento progettuale.
A seguito quindi dei documenti citati e delle riflessioni emerse all’interno delle coop.ve è nata l’idea di proporre nuovi percorsi di domiciliarità comunitaria a partire proprio dal principio che oggi gli interventi sociali sono efficaci e risultano essere facilitatori di situazioni di benessere se partono dall’idea di creare e sollecitare reti di relazioni e scambi mutualistici tra le persone.
Inoltre le famiglie hanno oggi voglia, necessità e desiderio di poter comprendere non tanto il meccanismo del dopo di noi (condizione ormai superata dalle nuove generazioni), ma piuttosto dall’esserci nel qui ed ora, per capire e sperimentare quali possono essere le strade verso l’autonomia e la vita indipendente dei propri figli e fratelli.